Codice della Crisi d’Impresa: la consultazione pubblica dell’Agenzia delle Entrate apre nuovi scenari per le imprese nel 2026
Introduzione: perché questa novità riguarda direttamente la tua impresa.
Il 15 aprile 2026 l’Agenzia delle Entrate ha avviato una consultazione pubblica sulla bozza di circolare relativa alla Parte I del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII, D.Lgs. n. 14/2019)1. Si tratta di un passaggio cruciale: per la prima volta, l’Amministrazione finanziaria chiede a professionisti, imprese e operatori del settore di contribuire attivamente ai chiarimenti interpretativi su temi centrali come la transazione fiscale, il concordato semplificato, il piano di ristrutturazione e la disciplina dei gruppi di imprese .
Cosa prevede la consultazione e quali sono i temi chiave
La consultazione è aperta fino al 20 maggio 2026: entro questa data è possibile inviare osservazioni e proposte sui chiarimenti contenuti nella bozza di circolare. I temi oggetto di analisi sono tra i più rilevanti dell’intero impianto del CCII:
– Transazione fiscale – Lo strumento che consente all’impresa in crisi di proporre al Fisco il pagamento parziale o dilazionato dei debiti tributari. Le interpretazioni dell’Agenzia su requisiti e limiti di ammissibilità avranno un impatto determinante sulla fattibilità di molti piani di risanamento.
– Concordato semplificato – La procedura introdotta per consentire una liquidazione più rapida e snella quando la composizione negoziata non ha avuto esito positivo. I chiarimenti attesi riguardano i presupposti di accesso e il ruolo del tribunale.
– Piano di ristrutturazione soggetto a omologazione – Uno degli strumenti più innovativi del Codice, che richiede interpretazioni uniformi per garantire certezza agli operatori.
– Gruppi di imprese – Una disciplina particolarmente complessa, che interessa un numero crescente di realtà imprenditoriali italiane.
Gli adeguati assetti: un obbligo che si rafforza
La Legge di Bilancio 2026 ha ulteriormente ribadito la centralità dell’art. 3 del D.Lgs. 14/2019, che impone a tutte le imprese — indipendentemente dalla dimensione — di predisporre assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati per la rilevazione tempestiva della crisi. Non si tratta di un adempimento formale: l’assenza di adeguati assetti espone gli amministratori a responsabilità personali e può compromettere l’accesso agli strumenti di composizione della crisi.
Per le PMI, questo significa dotarsi di sistemi di monitoraggio dei flussi di cassa, di piani economico-finanziari aggiornati e di procedure interne che consentano di intercettare i segnali di difficoltà prima che diventino irreversibili.
Conclusione: cosa fare adesso
La consultazione pubblica rappresenta un’opportunità rara per influenzare l’interpretazione ufficiale di norme che toccano la vita quotidiana delle imprese. Il termine del 20 maggio 2026 è vicino.
Ecco le azioni operative che consigliamo:
1. Verificare che la vostra azienda disponga di adeguati assetti organizzativi e contabili ai sensi dell’art. 3 del CCII.
2. Valutare, con il supporto del proprio consulente, se le posizioni espresse nella bozza di circolare possano incidere su situazioni debitorie in corso o su procedure di risanamento già avviate.
Il nostro Studio è a disposizione per un’analisi personalizzata della situazione economico patrimoniale e finanziaria e dell’adeguatezza degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili