Composizione negoziata della crisi d’impresa: numeri in forte crescita e guida pratica per imprenditori
22 marzo 2026
Perché questo tema riguarda la tua impresa, oggi
I dati del 2025 parlano chiaro: le procedure di crisi d’impresa sono aumentate del 15,5% rispetto all’anno precedente, e lo strumento che registra la crescita più significativa è proprio la composizione negoziata, sempre più utilizzata dalle PMI italiane. Non si tratta di un segnale allarmante in sé, ma di un cambio culturale: un numero crescente di imprenditori sceglie di affrontare le difficoltà economico-finanziarie in modo tempestivo, prima che diventino irreversibili. Per chi guida un’azienda — piccola o media che sia — comprendere questo strumento non è più facoltativo: è una leva strategica di sopravvivenza e rilancio.
Cos’è la composizione negoziata e chi può accedervi
La composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa è un istituto disciplinato dal Titolo II del D.Lgs. 14/2019 (Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza — CCI), introdotto originariamente dal D.L. 118/2021 e successivamente integrato nel Codice.
Possono accedervi l’imprenditore commerciale e l’imprenditore agricolo che si trovino in una condizione di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario tale da rendere probabile la crisi o l’insolvenza. Il presupposto è dunque anticipatorio: non occorre essere già insolventi, ma è sufficiente che lo squilibrio renda la crisi verosimile.
L’obiettivo è chiaro: aprire un tavolo di trattativa riservato con i creditori e gli altri stakeholder, sotto la guida di un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio competente, per individuare una soluzione che consenta la continuità aziendale.
Come funziona: i passaggi chiave
1. Istanza telematica: l’imprenditore presenta la domanda attraverso la piattaforma telematica nazionale gestita da Unioncamere, allegando la documentazione contabile e il piano di risanamento prospettico.
2. Nomina dell’esperto: entro pochi giorni dalla richiesta, la Camera di Commercio designa un professionista indipendente che affianca — non sostituisce — l’imprenditore nelle trattative.
3. Misure protettive: su richiesta, il Tribunale può disporre misure protettive del patrimonio (blocco delle azioni esecutive e cautelari), garantendo all’impresa lo spazio necessario per negoziare senza subire aggressioni da parte dei creditori.
4. Conclusione delle trattative: l’esito può consistere in un accordo con i creditori, in un piano attestato di risanamento, in un accordo di ristrutturazione dei debiti oppure, nei casi più gravi, nel trasferimento verso una procedura concorsuale. L’esperto redige una relazione finale sull’andamento delle trattative.
La procedura ha carattere volontario, riservato e stragiudiziale: non viene iscritta nel Registro delle Imprese fino a quando non vengano richieste misure protettive, tutelando così la reputazione commerciale dell’azienda.
Cosa fare concretamente: indicazioni operative
Se la vostra impresa evidenzia segnali di tensione finanziaria — ritardi nei pagamenti ai fornitori, utilizzo sistematico degli affidamenti bancari, calo persistente di marginalità — è il momento di agire, non di attendere.
Ecco i passi che raccomandiamo:
– Effettuare un check-up economico-finanziario con il supporto del proprio consulente, utilizzando anche il test di autodiagnosi disponibile sulla piattaforma Unioncamere.
– Valutare tempestivamente l’accesso alla composizione negoziata prima che lo squilibrio si trasformi in insolvenza conclamata.
– Preparare una documentazione accurata: bilanci aggiornati, situazione debitoria completa, piano industriale realistico.
La tempestività è il fattore decisivo. Le statistiche 2025 confermano che le imprese che intervengono precocemente hanno probabilità significativamente più alte di raggiungere un accordo e preservare la continuità aziendale.
Il nostro Studio è a disposizione per una prima valutazione riservata della situazione della vostra impresa e per assistervi in ogni fase della procedura
