CONTRIBUTI ZONE LOGISTICHE SEMPLIFICATE LA GEOGRAFIA DEGLI INTERVENTI

Investimenti sul territorio.

Con PEC del 9 aprile 2026, il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha trasmesso i dati relativi agli investimenti effettuati e l’ammontare del credito d’imposta ZLS 2025 articolato per Regione, Comune, Provincia, dimensione d’impresa, numero di comunicazioni inviate, tipologia di investimento (impianti, macchinari, attrezzature, immobili) e importo del credito richiesto.1 I dati forniti evidenziano un parziale utilizzo del budget a disposizone ben al di sotto dei sessanta milioni stanziati con la legge di bilancio per il 2025 dato che deve invece essere contrapposto con l’eccedenza di aiuti richiesti e la riduzione proporzionale applicata per le aziende operanti nella ZES unica del mezzogiorno.

Toscana e Veneto in vetta alla classifica.

L’analisi del dipartimento mette in rilievo il predominio della Regione Toscana per numero di pratiche presentate 25 e del Veneto per l’investimento complessivo attivato pari ad € 29.800.468. Alla Toscana sono state assegnate risorse per 5.015.717 al Veneto 5.607.057. Fanalini di coda la Regione Emilia Romagna con solo due pratiche presentate da medio piccole imprese della provincia di Ferrara e la Regione Lombardia con un investimento complessivo di poco inferiore ai 500 mila euro localizzati nei comuni di San Giorgio Bigarello e Viadana. I dati forniti dal dipartimento portano ad una pluralità di considerazioni che devono essere affrontate in maniera sistematica per comprendere le diversità nella ripartizione degli investimenti. Non sorprendono più di tanto i dati che riflettono una geografia degli investimenti distribuita in regioni dove i poli logistici quali porti ed interporti rappresentano una componente preponderante del tessuto economico locale. La Liguria si assicura così 1.274.192 euro tutti effettuati nella città di Genova, più diversificati gli investimenti nelle altre località “marinare” del Veneto e della Toscana.

Lombardia ed Emilia fanalini di coda.

Non sfugge al lettore attento il dato che vede due delle regioni più produttive dello stivale alle ultime posizioni per investimenti attivati. La motivazione può essere ricondotta a più fattori tra i quali sicuramente spiccano le incertezze alla base della norma agevolativa e la scarsa diffusione dello strumento tra gli stakeholders di riferimento. Infatti, l’originaria pianificazione dell’agevolazione prevedeva un orizzonte temporale di un solo anno. Un lasso di tempo troppo limitato per pianificare investimenti il cui periodo di ammortamento va ben oltre l’anno di esercizio oltre l’esiguità del contributo che ha portato le imprese ed i rispettivi consulenti a non prendere in considerazione lo strumento. A ciò si aggiunge la pressochè carente attività di pubblicizzazione da parte dei Comitati di Indirizzo appena insediatisi e la definzione di regolmaenti attuativi volti a garantire le semplificazioni della c.d. burocrazia zero. Non va altresì trascurato lo stallo del rinnovo delle presidenze di molte autorità portuali gestite da Commissari del governo che ha frenato l’attività di divulgazione e la pianificazione di interventi necessari per istituire le zone, ridefinire i perimetri e creare reti con gli interporti circostanti.

Il 2026 l’anno della svolta.

Lo scenario restituito dall’analisi dei dati che ha evidenziato un parziale utilizzo delle risorse stanziate sulle ZLS a discapito delle eccedenti richieste e relativa decurtazione dei contributi sulla ZES unica del mezzogiorno, non ha frenato l’esecutivo che fermamente, con la lege di bilancio per il 2026, ha rinnovato il sotegno per le ZLS. Lo stanziamento di 300 milioni di euro su un arco temporale di tre anni unitamente all’incremento dell’attività divulgativa ed al sostegno di importanti realtà finanziarie attive nel comparto delle garanzie2, dell’internazionalizzazione e del sostegno agli investimenti pubblici e privati rappresenta un importante dichiarazione di interesse nel potenziare zone strategiche che ricordano i fasti delle repubbliche marinare. Le zone logistiche semplificate diventano così nodi di connessione strategica per la circolazione dinamica di merci, capitali, persone e dati. Questi ultimi sono il vero elemento di innovazione la cui gestione pro attiva attraverso tecnologie IOT inegrate con sistemi di intelligenza artificiale consentirà un vero vantaggio competitivo.

Smart Port e Smart Gate al centro del mediterraneo.

L’informazione che diviene conoscenza è un potere tanto più significativo quanto maggiore è la velocità di acquisizioone e successiva elaborazione per orientare scelte consapevoli volte ad incrementare la competitività di territori unici nel loro genere. Con un intervento di circa 2,7 milioni di euro, l’Autorità portuale di Civitavecchia ha attivato un processo tanto ambizioso quanto virtuoso che consentirà a tutti i fruitori dell’infrastruttura portuale un esperienza fluida o per usare un termine di più rapida comprensione frictionless. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale (AdSP MTCS) si è aggiudicata il finanziamento nell’ambito dell’Avviso pubblico nazionale promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la trasformazione digitale su progetti per lo sviluppo di infrastrutture DAS (Distributed Antenna System) 5G in aree di interesse pubblico. Il progetto presentato dall’AdSP MTCS, denominato “Realizzazione di infrastrutture di telecomunicazione wireless DAS in aree di interesse pubblico del porto di Civitavecchia”, è stato ammesso e finanziato nell’ambito della graduatoria nazionale ed è quello, tra i porti, che ha ottenuto il finanziamento maggiore, con 2.746.675,00 euro. L’intervento prevede un investimento complessivo di circa 2,8 milioni, destinato alla realizzazione di una rete avanzata di connettività mobile multi-operatore in tecnologia 4G e 5G, capace di garantire copertura uniforme e ad alte prestazioni su un’area, quella portuale, dalla superficie superiore a 250.000 metri quadrati. Il progetto rappresenta un passo strategico verso la trasformazione del porto di Civitavecchia in uno Smart Port di nuova generazione, attraverso la realizzazione di un’infrastruttura DAS multibanda e multi-operatore in grado di: assicurare copertura capillare indoor e outdoor nelle aree portuali, terminal passeggeri e zone logistiche; supportare fino a oltre 20.000 utenti contemporanei nei momenti di massimo afflusso; migliorare la qualità del servizio per passeggeri, operatori e compagnie di navigazione; abilitare servizi innovativi legati a sicurezza, logistica digitale, IoT e gestione intelligente dei flussi. La scelta tecnologica adottata garantisce inoltre un’elevata resilienza evolutiva dell’infrastruttura: la dorsale in fibra ottica è indipendente dalle frequenze radio e potrà supportare anche futuri standard oltre il 5G.

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  1. https://drive.google.com/file/d/1NdtfB3o86W1tzbJYjrNsMk8YAx8rHcei/view?usp=drive_link ↩︎
  2. http://www.sace.it; http://www.simest.it ↩︎

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