Decreto Fiscale 2026 (D.L. 38/2026): le novità chiave per imprese e società

Il D.L. 38/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2026, introduce un pacchetto articolato di misure fiscali che toccano da vicino la vita delle imprese italiane. Dalle agevolazioni per gli investimenti tecnologici alla fiscalità dei dividendi, passando per le modifiche al regime IVA e alle ritenute sulle provvigioni, il decreto richiede un’attenta valutazione degli impatti operativi e finanziari da parte di imprenditori e manager. Vediamo le principali novità.

Transizione 5.0: credito d’imposta al 35% e soluzione per le imprese “esodate”

Una delle misure più attese riguarda il piano Transizione 5.0. Nel corso del 2025, molte aziende avevano presentato istanza per il credito d’imposta sugli investimenti in innovazione e sostenibilità, ma l’esaurimento delle risorse disponibili le aveva lasciate in lista d’attesa, generando il fenomeno delle cosiddette “imprese esodate 5.0”.

Il decreto interviene su due fronti:

– Credito d’imposta ridotto al 35% per le imprese rimaste escluse, con accesso a un plafond dedicato ma limitato. Si tratta di una misura-ponte che, pur offrendo un’aliquota inferiore rispetto a quella originaria, consente di non perdere del tutto il beneficio.
– Eliminazione del vincolo territoriale sull’iperammortamento: la maggiorazione per gli investimenti in beni strumentali 4.0/5.0 non è più subordinata alla localizzazione dell’investimento sul territorio nazionale, ampliando le possibilità per le imprese con filiere produttive internazionali.

Indicazione operativa: le imprese in lista d’attesa dovranno verificare tempestivamente la propria posizione presso il MiMiT e valutare la convenienza del credito al 35% rispetto ad eventuali strategie alternative di finanziamento agevolato.

Dividendi, PEX e partecipazioni: ritorno al regime precedente e nuova imposta sostitutiva.

Il decreto interviene anche sulla fiscalità delle partecipazioni societarie con due misure rilevanti:

– Dividendi e Participation Exemption (PEX): viene ripristinato il regime previgente, annullando le restrizioni introdotte nel 2025. Per le holding e le società che gestiscono portafogli di partecipazioni, si tratta di una semplificazione significativa.
– Rideterminazione del valore delle partecipazioni: come anticipato dalla Legge di Bilancio 2026, l’imposta sostitutiva sale al 21%, un incremento da considerare attentamente nella pianificazione di operazioni straordinarie (cessioni, riorganizzazioni, passaggi generazionali).

Altre novità: IVA, impatriati e avviamento negativo.

Il pacchetto del D.L. 38/2026 comprende ulteriori interventi trasversali:

– IVA sulle permute: introduzione di un doppio binario con tutela dell’affidamento per i contribuenti che hanno applicato il regime previgente.
– Regime impatriati: la nuova disciplina agevolata decorrerà dal 2027, con lo stop al cumulo con altri benefici fiscali. Le imprese che intendono attrarre talenti dall’estero devono riprogrammare le tempistiche.
– Avviamento negativo (badwill): prevista la tassazione rateizzata, con impatti rilevanti per le operazioni di acquisizione aziendale.
– Ritenute sulle provvigioni: slittamento dei nuovi obblighi, con effetti sulla gestione delle reti commerciali.

Conclusioni e prossimi passi.

Il D.L. 38/2026 richiede un check-up fiscale immediato per tutte le imprese, in particolare quelle coinvolte nel piano Transizione 5.0, nelle operazioni su partecipazioni o nei processi di internazionalizzazione.

Consigliamo di:
1. Verificare lo stato delle istanze Transizione 5.0 pendenti;
2. Rivalutare il costo fiscale delle partecipazioni alla luce della nuova aliquota del 21%;
3. Aggiornare la pianificazione IVA e delle politiche retributive per impatriati.

Il nostro Studio è a disposizione per un’analisi personalizzata degli impatti del decreto sulla vostra realtà aziendale.

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