Nuovi dati agli agenti di riscossione: come cambia il pignoramento presso terzi

Da maggio 2026 entra in vigore una norma che estende i dati disponibili all’Agente della Riscossione. Da ora può accedere ai dati delle vostre fatture emesse per avviare procedure esecutive presso i vostri clienti. Ecco cosa significa, come tutelerete la vostra privacy e come comportarvi se contattati.

Cosa cambia da maggio 2026

La Legge di Bilancio 2026 (art. 1, comma 117) ha introdotto una novità importante: l’Agenzia delle Entrate può ora trasmettere all’Agente della Riscossione i dati relativi alle fatture che voi emettete verso i vostri clienti.

Non è una sorpresa: l’Agenzia già dispone di tutti i vostri dati di fatturazione elettronica da anni. Ora, però, li mette a disposizione della Riscossione con uno scopo molto specifico: identificare i vostri clienti come “terzi pignorabili” nei confronti dei quali avviare procedure esecutive qualora vantasse crediti nei vostri confronti.

In breve: se il vostro fornitore ha debiti tributari iscritti a ruolo, la Riscossione può cercarvi come suo cliente per pignorare i crediti chiedendovi di versare la somma dovuta direttamente all’ente. Una sorta di congelamento dei crediti che facilmente individuabili vengono utilizzati per il recupero dei crediti erariali.

Come funziona in pratica

Quali dati vengono trasmessi? L’Agenzia comunica all’Agente della Riscossione:

  • La somma dei corrispettivi che avete versato a un fornitore negli ultimi 6 mesi;
  • Il numero di fatture;
  • I vostri dati identificativi (codice fiscale, partita IVA, denominazione, indirizzo).

Non vengono trasmesse fatture singole, importi specifici per singolo documento, né descrizioni di servizi: solo dati aggregati e identificativi.

Con quale cadenza? L’Agenzia aggiorna questi dati periodicamente (il documento non specifica ogni quanti mesi, ma l’implementazione iniziale avverrà via email). La trasmissione utilizza canali sicuri cifrati.

Qual è l’obiettivo della Riscossione? Quando un’azienda ha debiti tributari significativi, la Riscossione cerca i suoi clienti principali e può pignorare i crediti in scadenza. È una leva di riscossione più aggressiva rispetto al passato.

Nota normativa: La disposizione si basa sull’articolo 1, comma 5-bis, lettera b-ter) del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 (norma sulla trasmissione telematica fatture IVA), come modificato dalla Legge di Bilancio 2026. Le disposizioni attuative sono state pubblicate con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Prot. n. 153611/2026, il 22 maggio 2026.

Infografica riepilogativa: 6 punti chiave su pignoramento presso terzi, dati fatture, privacy e procedure di riscossione

Privacy e protezione dei dati

Che dire della privacy? L’Agenzia ha eseguito una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA) secondo il Regolamento UE 2016/679. La disposizione rispetta i principi di:

  • Minimizzazione dei dati: sono trasmessi solo i dati strettamente necessari;
  • Proporzionalità: le Direzioni regionali dell’Agenzia coordinano con la Riscossione il numero di segnalazioni, in base alle caratteristiche economiche del territorio e alla capacità operativa;
  • Gradualità: le procedure di pignoramento saranno attivate per gradi.

L’Agenzia e la Riscossione sono titolari autonomi del trattamento: ognuna responsabile dei propri dati per competenza. Hanno adottato misure di sicurezza tecniche e organizzative secondo le norme sulla cybersecurity.

Chi autorizza tutto questo? L’articolo 5-ter del D.Lgs. 127/2015 prevede che il Garante per la Protezione dei Dati Personali approvi le misure di sicurezza. Il Garante ha già espresso parere favorevole il 14 maggio 2026.

Cosa fare se contattati

Se ricevete una comunicazione dall’Agente della Riscossione che segnala il pignoramento di una somma dovuta da un vostro fornitore:

  1. Verificate l’autenticità: l’Agente della Riscossione è un ente pubblico. Potete controllare su http://www.agenziaentrate.gov.it o contattare direttamente l’agenzia.
  2. Raccogliete la documentazione: conservate contratti, fatture, bonifici, lettere di credito verso il fornitore. Questi documenti provano l’ammontare effettivo dovuto.
  3. Non ignorate l’atto: una comunicazione della Riscossione è una messa in mora. Se ignorate, il procedimento prosegue automaticamente.
  4. Consultate un’ commercialista o un legale: potrete verificare se il pignoramento è legittimo e, se necessario, presentare reclamo o ricorso.
  5. Contattate il vostro fornitore: segnalategli che state per essere pignorati a causa dei suoi debiti. Questo può incentivarlo a versare o a raggiungere un accordo con la Riscossione.

Attenzione: il pignoramento presso terzi è una procedura esecutiva sul conto del vostro fornitore (il debitore tributario). Non pregiudica i vostri diritti di credito, ma può rallentare l’incasso.

Conclusione: restate informati

La nuova procedura rende più efficace la riscossione coattiva, ma anche più trasparente. L’Agente della Riscossione deve operare nel rispetto della privacy e della proporzionalità.

Se siete fornitori di grandi aziende in difficoltà fiscale, potete aspettarvi comunicazioni dalla Riscossione. Se siete clienti di ditte in crisi, è il momento di verificare i loro bilanci e la loro situazione tributaria.

Vuoi saperne di più? O hai domande sulla nuova norma? Contattaci. Noi dello studio BGA seguiamo quotidianamente clienti che ricevono notifiche dalla Riscossione e sappiamo come tutelarvi.

Articolo aggiornato a maggio 2026 secondo la Disposizione Attuativa Prot. n. 153611/2026 dell’Agenzia delle Entrate.

Hai ricevuto una comunicazione della Riscossione?
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