Rottamazione Quinquies 2026: la guida per imprese e privati con debiti verso i Comuni

Rottamazione quinquies 2026 tributi locali IMU TARI - Studio BGA Carrara

La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto la rottamazione quinquies, che consente di estinguere i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 2000 al 2023 pagando solo il capitale, senza sanzioni né interessi. Per i tributi locali — IMU, TARI, canoni patrimoniali — la L. 88/2026 ha esteso la misura ai Comuni che deliberano entro giugno 2026. In questo articolo spieghiamo chi può aderire, quanto si risparmia, entro quando e quali effetti produce sui bilanci degli enti locali.

Che cos’è la rottamazione quinquies e chi può aderire

La rottamazione quinquies è la definizione agevolata dei carichi fiscali disciplinata dagli artt. 102-109 del D.L. 199/2025 (L. 199/2025). Consente di chiudere le cartelle esattoriali relative a ruoli affidati ad AdeR tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, versando esclusivamente:

  • il capitale (imposta o contributo dovuto originariamente);
  • le somme a rimborso spese di notifica.

Vengono invece azzerati: sanzioni amministrative, interessi di mora, aggio di riscossione e somme aggiuntive. Per le cartelle più datate — spesso gonfiate da anni di more e sanzioni — il risparmio effettivo può superare il 50% dell’importo nominale.

Sono escluse dall’agevolazione le addizionali IRAP e le addizionali regionali/comunali all’IRPEF (in quanto compartecipazioni erariali). La disciplina si applica invece a IMU, TARI, canone patrimoniale unico (CPU) e sanzioni al Codice della Strada, purché il Comune abbia adottato apposita delibera — come chiarito dalla nota IFEL del 21 gennaio 2026. https://www.fondazioneifel.it/documenti-e-pubblicazioni/item/download/6392_9c16bd6cf35fc3930d2070085074af48

Scadenze e piano di pagamento della rottamazione quinquies 2026

Il legislatore ha previsto un piano di rateazione molto dilazionato per agevolare l’adesione anche dei contribuenti in difficoltà finanziaria:

  • Prima rata: 31 luglio 2026;
  • Comunicazione degli importi dovuti: entro il 31 dicembre 2026 da parte di AdeR;
  • Numero massimo di rate: 54 rate bimestrali (9 anni di piano);
  • Decadenza: il mancato pagamento di anche una sola rata fa perdere i benefici della rottamazione, con reiscrizione del debito comprensivo di sanzioni e interessi.

L’esperienza della rottamazione quater (L. 197/2022) insegna che la decadenza è il rischio principale: circa il 45% dei debitori che hanno presentato domanda non ha poi completato il piano. Noi dello studio raccomandiamo sempre di valutare preventivamente la sostenibilità delle rate prima di aderire, soprattutto in presenza di situazioni finanziarie già tese.

Rottamazione quinquies e tributi locali: IMU, TARI e il ruolo dei Comuni

La novità più rilevante per imprese e privati con pendenze verso i Comuni è l’estensione operata dalla L. 88/2026 (conversione del D.L. 38/2026), che ha consentito ai Comuni, Province e Città metropolitane di applicare la rottamazione quinquies ai propri tributi locali previo atto deliberativo entro giugno 2026.

Questo significa che chi ha debiti per IMU non pagata, TARI o canone patrimoniale affidati alla riscossione coattiva potrà potenzialmente accedere alla definizione agevolata, azzerando le sanzioni accumulate. È però essenziale verificare che il proprio Comune abbia effettivamente deliberato l’adesione: l’istituto è facoltativo per gli enti locali, non automatico.

Effetti sui bilanci comunali: FCDE e opportunità per le amministrazioni locali

Il tema ha una rilevanza non solo per i contribuenti, ma anche per le amministrazioni comunali e i loro consulenti. La rottamazione quinquies interagisce con due meccanismi contabili cruciali.

Il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE) è lo strumento con cui i Comuni accantonano risorse proporzionali ai crediti di difficile riscossione (residui attivi). Più è bassa la capacità di riscossione storica, più il FCDE è alto — e meno risorse il Comune può destinare alla spesa corrente o agli investimenti.

La L. 199/2025 (art. 1, comma 659) ha introdotto un metodo accelerato di calcolo del FCDE: gli enti che dimostrano un miglioramento della propria capacità di riscossione rispetto alla media del triennio precedente possono applicare una percentuale di accantonamento più bassa, liberando margini di bilancio senza necessità di nuovi incassi.

L’effetto combinato è rilevante: gli incassi derivanti dalla rottamazione quinquies incrementano il tasso di riscossione del Comune, sbloccando l’accesso al metodo accelerato. Secondo le stime elaborate sulla base dei dati BDAP-RGS, la riduzione del FCDE potrebbe liberare per i Comuni italiani tra 1,5 e 4 miliardi di euro annui di spesa corrente nel triennio 2026-2029.

Cosa fare se non si riesce a sostenere il piano di pagamento

Non tutti i contribuenti con debiti fiscali rilevanti saranno in grado di sostenere anche un piano biennale agevolato. Se l’impresa o il privato si trova in una situazione di sovraindebitamento — con debiti complessivi superiori alla capacità di rimborso — le procedure previste dal Codice della Crisi d’Impresa (D.Lgs. 14/2019) offrono strumenti più strutturali: piano del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata.

Queste procedure consentono di trattare anche i debiti tributari (compresi quelli verso i Comuni) nell’ambito di un piano omologato dal Tribunale, con possibilità di stralcio parziale o dilazione superiore a quella concessa dalla rottamazione. Per una prima valutazione, rimandiamo alle nostre pagina sul sovraindebitamento e le procedure OCC.

Conclusione: conviene aderire alla rottamazione quinquies?

La rottamazione quinquies 2026 è uno strumento concreto per chi ha pendenze con i Comuni da anni, soprattutto se sanzioni e interessi hanno gonfiato il debito originario. Il risparmio può essere significativo; il rischio principale è la decadenza per mancato pagamento delle rate.

Nota: Poichè la legge 199 2025 prevede che, nei comuni che registreranno una media di riscossione dei propri crediti inferiore ad una data percentuale, la riscossione coattiva sia affidata a soggetti esterni all’ente, si consiglia vivamente viste le difficltà di interlocuzione con i soggetti affidatari e l’impossibilità di beneficiare delle agevolazioni previste dalla rottamazione di verificare l’esistenza di tributi pendenti presso il comune di residenza. Lo studio è a disposizone per effettuare ogni tipo di calcolo o simulazione sulla convenienza dell’adesione al nuovo istituto.

Prima di aderire è essenziale: verificare quali cartelle rientrano nel perimetro, calcolare l’importo effettivo dopo lo stralcio, valutare la sostenibilità del piano di rateazione e — per i tributi locali — accertarsi che il Comune abbia deliberato l’adesione.

Vuoi sapere se conviene aderire alla rottamazione quinquies per la tua situazione? Noi dello Studio BGA analizziamo le tue cartelle e ti assistiamo in ogni fase. Contattaci per una consulenza.

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