Legge di Bilancio 2027: cosa cambia per le imprese
Il 28 ottobre 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge di Legge di Bilancio 2027: una manovra da circa 26 miliardi di euro, che ora passa al Parlamento per l’approvazione entro il 31 dicembre. Noi dello studio l’abbiamo letta con un’unica domanda in testa: cosa cambia davvero per chi fa impresa? La risposta è meno rumorosa dei titoli, ma più utile.
- Dal DPB al disegno di legge: a che punto siamo
- IRPEF: il 33% sale fino a 55.000 euro
- Forfettario a 100.000 euro: la metà che manca
- Imprese e lavoro: assunzioni, ZES, software
- Riscossione: nessuna nuova rottamazione
- Cosa fare adesso
- Domande frequenti
Dal DPB al disegno di legge: a che punto siamo
Il percorso della manovra 2027 è partito il 2 ottobre con il DPFP (Documento programmatico di finanza pubblica, il quadro dei conti). Il 13 ottobre è seguito il DPB (Documento programmatico di bilancio, la sintesi inviata a Bruxelles). Il DPB, però, non entrava nel merito delle singole misure fiscali.
Le misure concrete sono arrivate solo con il disegno di legge del 28 ottobre. È questo il testo su cui ragionare. Va però letto per quello che è: una proposta. Fino al voto finale delle Camere, aliquote, soglie e decorrenze possono cambiare. Per questo indichiamo i numeri degli articoli come provvisori.
IRPEF: il 33% sale fino a 55.000 euro
La Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) aveva già portato il secondo scaglione IRPEF dal 35% al 33%, fino a 50.000 euro di reddito. Il DDL 2027 allarga quello scaglione fino a 55.000 euro. Le aliquote diventerebbero quindi:
Reddito imponibileAliquota 2026Aliquota 2027 (DDL)fino a 28.000 €23%23%28.000 – 50.000 €33%33%50.000 – 55.000 €43%33%oltre 55.000 €43%43%Il risparmio massimo è di circa 500 euro l’anno (10 punti su 5.000 euro di reddito). Due osservazioni critiche:
- Vale solo per il 2027. Secondo il testo diffuso, dal 2028 la soglia tornerebbe a 50.000 euro senza un nuovo intervento. Non è una riduzione strutturale.
- Interessa soci e imprenditori individuali. Per ditte individuali e soci di società di persone (tassati per trasparenza, cioè IRPEF sul reddito della società imputato al socio) il vantaggio è concreto. Ma 500 euro non giustificano, da soli, di riorganizzare compensi o distribuzioni di utili.
Forfettario a 100.000 euro: la metà che manca
È la misura più annunciata. La soglia di ricavi o compensi per il regime forfettario sale da 85.000 a 100.000 euro. Il titolo, però, racconta solo metà della storia.
L’innalzamento vale solo per le imposte dirette (imposta sostitutiva al 15%, o al 5% per le nuove attività). Ai fini IVA la franchigia resta a 85.000 euro: superarla richiede un’autorizzazione della Commissione europea, che il Governo intende negoziare. In pratica, chi fattura tra 85.000 e 100.000 euro:
- calcola il reddito in modo forfettario e paga la sostitutiva;
- ma applica l’IVA, con fatture, liquidazioni, versamenti e dichiarazione annuale.
Per molti professionisti con clienti privati (che l’IVA non la detraggono) significa scegliere tra aumentare i prezzi del 22% o ridurre il proprio margine. Il vantaggio fiscale sul reddito può essere in parte assorbito da questo effetto. Secondo il testo diffuso, sale anche a 35.000 euro il limite di reddito da lavoro dipendente compatibile con il regime. Prima di cambiare strategia di fatturazione, il conto va fatto numeri alla mano.
Imprese e lavoro: assunzioni, ZES, software
Per le imprese la manovra 2027 lavora soprattutto per proroghe e ritocchi. Le misure più rilevanti per una PMI sono queste.
Maxi-deduzione per nuove assunzioni potenziata
La maxi-deduzione dell’art. 4 del D.Lgs. 216/2023 consente di dedurre il 120% del costo dei nuovi assunti a tempo indeterminato. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, commi 399-400) l’ha già prorogata fino al 2027. Il DDL, per il solo periodo d’imposta 2027, alza la maggiorazione: deduzione al 180% per le lavoratrici madri e al 140% per i giovani under 36. Per chi ha in programma assunzioni nel 2027, il profilo del candidato pesa ora anche sul piano fiscale.
Esoneri contributivi e tassazione dei salari
Gli esoneri contributivi per le assunzioni stabili di giovani, donne e lavoratori nella ZES unica (Zona economica speciale del Mezzogiorno) sono prorogati al 31 dicembre 2027. Viene confermata l’imposta sostitutiva al 5% sugli aumenti da rinnovo contrattuale nel settore privato. Per gli under 30 arriva un’imposta sostitutiva dell’1% sugli incrementi di retribuzione, entro limiti di importo. Sale anche il tetto esente dei fringe benefit (beni e servizi dati ai dipendenti) per i più giovani.
Investimenti: ZES sì, iperammortamento no
- ZES unica: il credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno è finanziato con 2,4 miliardi nel 2027 e 1,25 miliardi nel 2028.
- Software e cloud: nuovo credito d’imposta fino al 30% dei canoni, ma con soli 30 milioni l’anno per il 2027-2029. Con un plafond così ridotto, il rischio è che conti l’ordine di arrivo più del merito.
- Iperammortamento: nessuna proroga annunciata. Gli investimenti agevolati vanno completati entro il 30 settembre 2028. Chi ha progetti in corso deve pianificare i tempi di consegna e interconnessione fin da ora.
Le misure da leggere con attenzione sul testo definitivo
Il DDL contiene anche misure di cui conosciamo, per ora, solo il titolo: una nuova assegnazione agevolata dei beni ai soci con imposta sostitutiva all’8%, una rivalutazione degli immobili d’impresa e la cedolare secca al 21% sui negozi fino a 200 mq. Da segnalare anche una ritenuta sui pagamenti tra imprese (B2B) all’1% dal 2028 e al 2% dal 2029, con possibili effetti sulla liquidità di chi incassa. Su queste misure torneremo quando il testo sarà stabile.
Riscossione: nessuna nuova rottamazione
Molti imprenditori ci chiedono se arriverà una nuova definizione agevolata delle cartelle. Nel DDL 2027, allo stato, non c’è. L’ultima è la rottamazione-quinquies (art. 1, commi 82-101, L. 199/2025), con domande chiuse il 30 aprile 2026.
Per chi vi ha aderito, la vera priorità è non decadere. La definizione diventa inefficace con il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, o dell’ultima rata del piano. In quel caso i versamenti fatti valgono solo come acconto e il debito torna esigibile per intero.
Qui il nostro punto di vista è netto: la rottamazione è uno strumento di pagamento, non di risanamento. Se le rate pesano già oggi sul flusso di cassa, aspettare la prossima sanatoria è la scelta peggiore. Strumenti come la composizione negoziata della crisi (D.Lgs. 14/2019, Codice della Crisi d’Impresa) o, per i soggetti non fallibili, le procedure di sovraindebitamento consentono di affrontare il debito fiscale dentro un piano complessivo. Prima si interviene, più opzioni restano aperte.
Cosa fare adesso
Il testo cambierà, ma alcune decisioni conviene prepararle già in queste settimane:
- Assunzioni 2027: se sono in programma, valutate tempi e profili alla luce della maxi-deduzione maggiorata e degli esoneri contributivi.
- Forfettari tra 85.000 e 100.000 euro: simulate l’effetto netto restare nel regime con IVA rispetto al regime ordinario, prima di decidere i prezzi per il 2027.
- Investimenti 4.0: verificate il cronoprogramma rispetto al termine del 30 settembre 2028.
- Debiti fiscali: controllate la regolarità delle rate della rottamazione-quinquies e, se la sostenibilità è a rischio, valutate subito uno strumento di gestione della crisi.
Per le PMI e gli artigiani del nostro territorio, tra Carrara e la Lunigiana, la manovra 2027 non è una svolta. È piuttosto una serie di opportunità da cogliere con precisione. E di trappole da evitare con altrettanta attenzione.
Domande frequenti
La Legge di Bilancio 2027 è già in vigore?
No. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge il 28 ottobre 2026. Il Parlamento deve approvarlo entro il 31 dicembre 2026 e il testo può essere modificato.
Con il forfettario a 100.000 euro non pago l’IVA?
Non necessariamente. Secondo il DDL, la soglia di 100.000 euro vale per le imposte sui redditi. Ai fini IVA la franchigia resta a 85.000 euro, salvo autorizzazione europea.
Ci sarà una nuova rottamazione delle cartelle nel 2027?
Il disegno di legge approvato dal Governo non la prevede. L’ultima definizione agevolata è la rottamazione-quinquies della L. 199/2025, con domande chiuse il 30 aprile 2026.
Il taglio IRPEF al 33% fino a 55.000 euro è definitivo?
Secondo il testo diffuso vale solo per il periodo d’imposta 2027. Dal 2028, senza un nuovo intervento, la soglia tornerebbe a 50.000 euro.
Vuoi capire l’impatto sulla tua impresa?
Ogni misura va letta sui numeri della singola impresa. Noi dello Studio BGA seguiremo l’iter parlamentare e aggiorneremo questo articolo sul testo definitivo. Se vuoi una valutazione su assunzioni, regime fiscale o debiti con il Fisco, contattaci per una consulenza.
Fonti: Consiglio dei Ministri, comunicato n. 195 del 28/10/2026; L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 82-101; D.Lgs. 30 dicembre 2023, n. 216, art. 4; L. 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, commi 399-400; Agenzia delle Entrate-Riscossione, FAQ Rottamazione-quinquies. Numerazione degli articoli del DDL provvisoria.
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